PUR Cavallerizza Reale

Torino

Progetto Unitario di Riqualificazione e recupero funzionale

Bene architettonico tutelato | Patrimonio Umanità UNESCO | XVII secolo

Committente: Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare Sgr, in intesa con Comune di Torino e fondo Cartolarizzazione (1) | Comune di Torino, Compagnia di San Paolo ed UNITO (2)

Anni: 2018 – 2021

Servizi svolti: Documentazione storica e rilievi, Formazione Progetto Unitario di Riqualificazione, Progetto di recupero delle proprietà di CDP Sgr a destinazione residenziale temporanea (studentato) (1) | Progetto esecutivo, Direzione Lavori, Coordinamento per la Sicurezza in fase di Esecuzione per opere di messa in sicurezza degli edifici (2)

Importo opere: Euro 100,0 mln di opere

La struttura della Cavallerizza copre una superficie di circa 20.000 mq (36.000 mq di SLP) ed è iscritto tra i siti patrimonio UNESCO dal 1997.
L’obiettivo del progetto è stato quello della riqualificazione del complesso che negli anni ha subito edificazione di fabbricati minori e molte riplasmazioni interne allontanando sempre più dall’originale disegno del Castellamonte di fine ‘600. Dopo anni di progressivo disinteresse e degrado, si vuole realizzazione un nuovo polo culturale all’avanguardia. L’intervento, nel pieno rispetto della sostenibilità e con l’ausilio delle tecnologie più avanzate, prevede l’insediamento di diverse funzioni – culturali, formative, ricettive, sociali e terziarie tra i quali un hub culturale (nelle Pagliere), la sede Fondazione Compagnia di San Paolo (nell’Ala del Mosca), uno spazio culturale polivalente (nella Cavallerizza Alfieriana); ambienti per formazione e lavoro, tra cui laboratori, sale didattiche, uffici, ambienti per co-working, sale conferenze, seminari (nel Corpo delle Guardie).

Lo stato di conservazione e recupero

Lo stato di abbandono del Complesso della Cavallerizza hanno comportato problematiche che hanno minato la conservazione del bene. Le problematiche che interessano parte delle coperture della Manica verso via Verdi, sono legate sostanzialmente a prolungate infiltrazioni d’acqua. Le parti che più ne hanno risentito sono quelle in corrispondenza degli abbaini. Nell’area delle ex-Pagliere, invece, il rogo del 2019 ha compromesso in modo irreversibile la stabilità di parte delle strutture di copertura, inclusa la grossa orditura lignea.
Le capriate, i falsi puntoni, le catene, i correnti hanno visto la propria sezione ridotta a tal punto che gli elementi secondari sono quasi tutti collassati mentre la grossa orditura ancora in loco non è più recuperabile e si trova in condizioni equilibrio alquanto precario.
Viene salvaguardato e recuperato, per quanto possibile, l’orginaria organizzazione dell’impianto per corti e maniche di collegamento del disegno originario, eliminando non gli interventi degli architetti che hanno nei secoli costruito per rispondere alle modificate funzioni del complesso, ma le sole superfetazioni che sono nei secoli comunque intervenute.

L’intervento nella Corte delle Guardie

“L’ambito di progetto, denominato “Corte delle Guardie”, si sviluppa su 3 corpi di fabbrica di impianto settecentesco a forma di “U”.
La rifunzionalizzazione dell’edificio ha l’obiettivo di creare degli spazi flessibili destinati alla istruzione universitaria e a spazi di coworking, con l’obiettivo di realizzare una struttura che funzioni come cerniera tra la formazione e il lavoro, soprattutto per le discipline umanistiche.
Gli interventi di rifunzionalizzazione hanno come obiettivo quello di conservare e preservare il manufatto storico, individuando per ogni ambiente le funzioni più appropriate e idonee al fine di evitare modifiche sostanziali dei locali esistenti. Per questa ragione, si sono ipotizzati interventi puntuali, che non modificano l’impianto dell’edificio, né nelle sue logiche distributive, né negli apparati decorativi.
Lo schema distributivo è stato studiato a seguito di analisi delle potenzialità dell’edificio e verifica dei vincoli normativi. La capienza dei locali è stata calcolata nel rispetto della normativa vigente, considerando le caratteristiche proprie di ogni funzione, la durata di permanenza e le dotazioni necessarie.
I percorsi e gli accessi sono stati dimensionati per garantire la sicurezza degli utenti, normodotati o diversamente abili, in relazione alle esigenze dettate dalla normativa antincendio, dal comfort e dal benessere negli spazi comuni. Le funzioni tra i diversi piani sono così organizzate: Piano interrato: locali tecnici e locali a disposizione/depositi; Piano terra – portineria, locali di servizio, accesso alle scale e ascensori e control room; Piano primo – reception, attività di laboratorio, laboratori di musica, di arte, studi di registrazione, sala d’attesa, ufficio e sala riunioni; Piano secondo – spazi di coworking, sala seminari, spazio di coffee break, spazi didattici, sala riunioni, ufficio adiacente e sala di calcolo; Piano terzo – attività di coworking, spazio espositivo, aree relax, sala riunioni; Piano quarto – lasciato allo stato originario, ad esclusione dei vani scale compartimentati per mezzo di porte tagliafuoco. Qui trovano posto gli impianti di trattamento dell’aria.

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